Marco Barba

I Barba Boyz alla conquista del Veneto

È così che vengono scherzosamente sopranominati i tre ragazzi che vanno alla ricerca di terreni abbandonati per dargli una nuova vita. Perché alla base della loro filosofia c’è la massima: una seconda opportunità non si nega a nessuno.

“Tre amici legati da una passione comune: il rispetto per la natura. È questo che li ha fatti conoscere e li lega ancora oggi, nonostante tutte le difficoltà che un progetto ambizioso come il loro possa avere.”

Marco nasce come carpentiere, ma non convinto della piega che stava prendendo la sua vita e seguendo il cuore, decide di trasferirsi in Svizzera. La patria richiama sempre e così torna in Veneto, nella sua natale Madonna di Lonigo, dove inizia la sua avventura. 

Durante il suo periodo svizzero, dove lavorava presso un’azienda con forti principi biologici, sviluppa un forte attaccamento verso la natura. Sentimento che ritrova nella Cantina Menti, dove inizia a lavorare come dipendente. Continuando a guardarsi intorno vede un numero sempre maggiore di campi abbandonati a se stessi. Preso dallo sconforto, decide di lavorarli lui stesso. Questi campi appartengono ad anziane signore che non hanno trovato nessuno a cui affidare le loro terre e nel momento in cui Marco propone loro di preservarne i frutti, sono ben contente di accettare la proposta.

Quello che Marco Barba, insieme a Giulio Masato e Tommaso Verardo, fanno ogni giorno è un atto d’amore verso la loro terra.

“Prendersi cura di qualcosa che non appartiene è sempre difficile, ma per loro è la cosa più banale ed ovvia possibile.”

Una classica settimana lavorativa da dipendenti presso le Cantine Menti e i ritagli di tempo passati a curare le viti delle anziane del paese. All’inizio, ricorda Stefano Menti, Marco produceva dei vini mediocri, ma è grazie alla loro collaborazione che ora i vini di Marco Barba sono richiesti e ricercati.

Un legame che parte dal territorio ed arriva al lato umano. Alla fine, Marco con queste signore ha instaurato un rapporto che va al di là di ogni contratto lavorativo. Inizialmente veniva ‘pagato’ con una tazza di karkadè o dei dolci, ora per legalizzare ogni operazione si è creato un solido sistema con la Cantina Menti. Loro acquistano le uve proveniente dai vitigni che Marco lavora e vendono per suo conto i vini da lui prodotti. Due realtà separate, ma che operano nello stesso luogo fisico. Ad oggi gli accordi prevedono che le anziane del paese abbiano in cambio 360 bottiglie di vino, suddivise in Barbabianca, Barbarossa e Barbabolla e Marco, tralasciando la parte economica della faccenda, abbia nelle sue mani un pezzo della storia del suo paese.

CONTRIBUTOR

Patrizia, born in 1992, graduated in Architecture at the Politecnico of Milano. I’ve always loved this world of stories, stories and construction techniques, but what really didn’t convince me was the idea of spending my life between subway trips, fixed schedules, patterns and habit. It was exactly in front of the possibility of having a permanent contract that I decided to leave for America. To do what, you may be wondering? To realize the first of my many dreams: being a cook. And here I am, writing stories of my travels, of the people I met during my transoceanic trips and handing down the recipes of the dishes I taste around the world.

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